Il Diritto dell'Unione EuropeaEISSN 2465-2474 / ISSN 1125-8551
G. Giappichelli Editore

27/01/2022 - Secondo la Corte la normativa che obbliga i soggetti fiscalmente residenti in Spagna a dichiarare i loro beni o i loro diritti situati all’estero introduce restrizioni alla libera circolazione dei capitali sproporzionate e quindi incompatibili con il diritto dell’Unione

argomento: Giurisprudenza - Unione Europea

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Nella sua sentenza del 27 gennaio 2022 (C-788/19, Commissione c. Spagna), la Corte di giustizia ha dichiarato che la Spagna è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del principio della libera circolazione dei capitali. Ciò perché l’obbligo previsto dalla legge spagnola per i soggetti fiscalmente residenti in Spagna di dichiarare i beni o i diritti situati all’estero mediante un modulo denominato “Modello 720”, e le sanzioni collegate all’inosservanza o all’adempimento inesatto o tardivo di tale obbligo, che non hanno equivalenti per quanto riguarda i beni o i diritti situati in Spagna, istituiscono una disparità di trattamento tra i residenti in Spagna a seconda del luogo in cui si trovino i loro attivi. Poiché tale obbligo è idoneo a dissuadere, impedire o limitare le possibilità dei residenti di tale Stato membro di investire in altri Stati membri, esso costituisce una restrizione alla libertà di circolazione dei capitali.