Il Diritto dell'Unione EuropeaEISSN 2465-2474 / ISSN 1125-8551
G. Giappichelli Editore

24/02/2022 - Una normativa nazionale che escluda dalle prestazioni di disoccupazione i collaboratori domestici - quasi esclusivamente donne - costituisce una discriminazione indiretta fondata sul sesso ed è quindi contraria al diritto dell’Unione

argomento: Giurisprudenza - Unione Europea

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Per la Corte di giustizia (24 febbraio 2022, C-389/20, CJ c. Tesorería General de la Seguridad Social) l’art. 4, par. 1, della direttiva 79/7/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una disposizione nazionale che esclude le prestazioni di disoccupazione dalle prestazioni di sicurezza sociale riconosciute ai collaboratori domestici da un regime legale di sicurezza sociale, qualora tale disposizione ponga in una situazione di particolare svantaggio i lavoratori di sesso femminile rispetto ai lavoratori di sesso maschile, e non sia giustificata da fattori oggettivi ed estranei a qualsiasi discriminazione fondata sul sesso.