argomento: Giurisprudenza - Unione Europea
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Nell’annullare una precedente sentenza del Tribunale (13 novembre 2015, T-424/14 e T-425/14, ClientEarth c. Commissione) in materia di accesso ai documenti delle istituzioni, e in particolare a quelli riguardanti una valutazione d’impatto della Commissione ai fini della presentazione di una proposta legislativa nel settore ambientale, la Corte ha osservato (sentenza 4 settembre 2018, C-57/16 P, ClientEarth c. Commissione) che le ragioni sottostanti al principio – enunciato al considerando 6 del regolamento n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione e concretizzato nell’art. 12, par. 2, di questo stesso regolamento – di un più ampio accesso ai documenti adottati dalle istituzioni dell’Unione che agiscono in veste di legislatore, valgono anche per i documenti formati nell’ambito di una procedura di valutazione d’impatto, trattandosi di documenti che si inscrivono in un processo legislativo, contenenti per giunta informazioni ambientali ai sensi del regolamento n. 1367/2006del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, sull’applicazione alle istituzioni e agli organi comunitari delle disposizioni della convenzione di Aarhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.
Ne consegue che, se certo la Commissione deve poter beneficiare di uno spazio di riflessione al fine di poter decidere sulle scelte politiche da operare e sulle proposte eventualmente da presentare, la tutela del suo potere di iniziativa e la preservazione della capacità della Commissione di esercitare questo potere in piena indipendenza e unicamente nell’interesse generale non comportano, in linea di principio, che i documenti formati nell’ambito di una valutazione d’impatto debbano, in maniera generale, rimanere riservati fino a che l’istituzione suddetta non abbia adottato una decisione siffatta.