Il Diritto dell'Unione EuropeaEISSN 2465-2474 / ISSN 1125-8551
G. Giappichelli Editore

22/06/2017 - L'Avvocato generale Sharpston chiarisce i criteri per definire ciò che costituisce una 'emanazione dello Stato' al fine di individuare il soggetto responsabile per l'omessa attuazione di una direttiva

argomento: Giurisprudenza - Unione Europea

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Il 22 giugno 2017, l’Avvocato generale Sharpston ha presentato le sue conclusioni sul rinvio pregiudiziale Elaine Farrell/Alan Whitty (C-413/15), ad opera della Supreme Court irlandese, riguardante icriteri da seguire per individuare il soggetto nei cui confronti il singolo può proporre ricorso sulla base di diritti derivanti da una disposizione di una direttiva dell’Unione chiara, precisa e incondizionata non recepita correttamente, in particolare alla luce di quanto stabilito dalla sentenza 12 luglio 1990, causa C-188/89, Foster.

Premettendo che gli elementi ivi indicati non possono essere considerati come costituenti un principio generale, in quanto frutto di una mera formulazione astratta derivante dalla giurisprudenza esistente, l’Avvocato generale suggerisce alcuni criteri che il giudice nazionale dovrebbe considerare nel determinare se un convenuto sia o meno un’emanazione dello Stato:

1. La forma giuridica dell’ente di cui trattasi è irrilevante;

2. Non è necessario che lo Stato si trovi in una posizione tale da esercitare quotidianamente poteri di controllo e di direzione sull’attività di tale ente;

3. Se lo Stato ha la proprietà o il controllo dell’ente di cui trattasi, detto ente dovrebbe essere considerato un’emanazione dello Stato, senza necessità di esaminare se siano soddisfatti altri criteri;

4. Autorità comunali, regionali o locali o enti analoghi devono essere considerati automaticamente come emanazione dello Stato;

5. Non è necessario che l’ente di cui trattasi sia finanziato dallo Stato;

6. Se lo Stato, al contempo, ha assegnato all’ente di cui trattasi il compito di svolgere un servizio pubblico che altrimenti lo Stato stesso avrebbe potuto svolgere, e ha conferito a tale ente, in una qualche forma, dei poteri supplementari per consentirgli di assolvere la sua missione efficacemente, l’ente in questione deve essere considerato, in ogni caso, un’emanazione dello Stato.

Riguardo a quest’ultimo criterio, è sufficiente che sia trasferita un’ampia parte di responsabilità dallo Stato all’ente, non occorrendo il conferimento di poteri speciali che eccedano quelli risultanti dalle norme ordinarie applicabili nei rapporti fra singoli.

Infine, l’Avvocato generale indica il principio che deve guidare il giudice nazionale nella sua analisi, ossia evitare che uno Stato membro tragga vantaggio dalla sua stessa inosservanza del diritto dell’Unione, indipendentemente dalla veste in cui esso agisce.