argomento: Giurisprudenza - Internazionale
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Con sentenza del 30 giugno 2016 la Corte europea dei diritti umani, pronunciata in merito al caso Taddeucci e McCall c. Italia (51362/09) ha condannato l'Italia a risarcire i "danni morali" provocati per aver negato il ricongiungimento familiare a una coppia omosessuale. Per i giudici di Strasburgo, rifiutando di rilasciare il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare a un cittadino neozelandese che voleva vivere con il suo compagno italiano, l'Italia ha violato il diritto della coppia a non essere discriminata, ritenendo che il caso in questione fosse ben diverso dal caso di coppie eterosessuali non sposate, in quanto al tempo i ricorrenti non potevano sposarsi o ottenere altro riconoscimento legale della loro unione in Italia.
La Corte, partendo dall’interpretazione della direttiva 2004/38/CE, ha dunque accertato la sussistenza di una violazione degli artt. 8 e 14 della Convenzione e ha conseguentemente condannato l’Italia ad un risarcimento di euro 20.000 in favore dei ricorrenti.