argomento: Giurisprudenza - Unione Europea
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Pronunciandosi sull’interpretazione della direttiva 2005/29 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno, con una sentenza del 7 settembre 2016, resa nel caso Deroo-Blanquart (causa C‑310/15), la Corte di giustizia ha stabilito, in sostanza, che la vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati non costituisce, di per sé, una pratica commerciale sleale, ai sensi di detta direttiva, dal momento che un’offerta di questo tipo non è contraria alle norme di diligenza professionale e non falsa il comportamento economico dei consumatori.
Inoltre, la Corte ha precisato che nell’ambito di una simile offerta congiunta (consistente, appunto, nella vendita di un computer con programmi informatici preinstallati), la mancata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi informatici preinstallati non costituisce una pratica commerciale ingannevole ai sensi della suddetta direttiva.