argomento: Documentazione - Unione Europea
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Con una risoluzione approvata a Strasburgo il 25 ottobre 2016 con 405 voti favorevoli, 171 contrari e 39 astensioni, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta entro settembre 2017 per un Patto dell'Unione sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, sotto forma di un accordo interistituzionale, che dovrebbe allineare e completare i meccanismi esistenti già posti in essere dalla Commissione, con il nuovo Quadro per rafforzare lo Stato di diritto dell’11 marzo 2014 (COM(2014) 158 final), e dal Consiglio con le Conclusioni sue e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 16 dicembre 2014, sul rispetto dello Stato di diritto, e una cui prima bozza è allegata alla stessa risoluzione. Il nuovo meccanismo servirebbe a monitorare e a riferire annualmente sulle violazioni dei principi democratici, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali (DSD) negli Stati membri, e dovrebbe garantire che i criteri di valutazione da usare al riguardo siano basati su “riscontri oggettivi” e non soggetti a influenze esterne di tipo politico.
In pratica, secondo la proposta del Parlamento europeo, ogni anno la Commissione, in consultazione con un gruppo indipendente di esperti, elaborerebbe un rapporto sullo stato dei DSD negli Stati membri, che includerebbe raccomandazioni specifiche per Paese, sulla base di indicatori quali la separazione dei poteri, la libertà e il pluralismo dei mezzi di comunicazione e l'accesso alla giustizia. In linea con un approccio progressivo, il rapporto dovrebbe costituire la base per ogni ulteriore azione da intraprendere, che spazierebbe dal dialogo con lo Stato membro al ricorso all'art. 7 TUE.