argomento: Giurisprudenza - Unione Europea
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Nel quadro delle sue conclusioni del 12 novembre 2019 nella causa C-502/19, originata dal rinvio pregiudiziale introdotto dal Tribunal Supremo spagnolo in relazione al ricorso promosso dinanzi ad esso dall’ex vicepresidente del Governo della Catalogna, Oriol Junqueras Vies, contro l’ordinanza con cui lo stesso Tribunal Supremo ha rifiutato di autorizzare quest’ultimo - in carcere perché incriminato per insurrezione contro lo Stato, ma nel contempo risultato tra gli eletti alle ultime elezioni europee - a lasciare il carcere al fine di prestare il giuramento di osservare la Costituzione spagnola, imposto dalla legge nazionale per poter essere inserito nell’elenco degli eletti da comunicare al Parlamento europeo, l’Avvocato generale Szpunar ha proposto alla Corte di dichiarare che una persona la cui elezione al Parlamento europeo è stata ufficialmente proclamata dall’autorità competente dello Stato membro in cui suddetta elezione ha avuto luogo acquisisce sulla base unicamente di tale fatto e a partire da tale momento la qualità di membro del Parlamento, e ciò nonostante qualsiasi formalità successiva cui la persona in parola avrebbe l’obbligo di adempiere, vuoi in forza del diritto dell’Unione o del diritto nazionale dello Stato membro di cui si tratti.
Secondo l’Avvocato generale, infatti, nessuna disposizione subordina l’inizio del mandato all’effettiva assistenza da parte deputato europeo alla sessione inaugurale del neoeletto Parlamento, all’effettiva assunzione delle sue funzioni in generale o ad alcuna altra circostanza; e, quindi, il mandato di un deputato europeo che non abbia effettivamente assunto le proprie funzioni, poiché non ha adempiuto tutte le formalità richieste dal diritto nazionale, inizia del pari all’apertura della prima sessione del neoeletto Parlamento e l’interessato conserva detta qualità fino al termine del suo mandato, con riserva dei casi di dimissioni, decesso o decadenza. A partire dal medesimo momento, tale deputato è quindi coperto dall’immunità parlamentare prevista dal Protocollo (n. 7) sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.