Il Diritto dell'Unione EuropeaEISSN 2465-2474 / ISSN 1125-8551
G. Giappichelli Editore

10/01/2020 - I contratti a tempo determinato dei ricercatori universitari arrivano dinanzi alla Corte di giustizia

argomento: Giurisprudenza - Italiana

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Con un’ordinanza del 10 gennaio 2020, n. 240, il Consiglio di Stato ha posto alla Corte di giustizia alcuni quesiti pregiudiziali, chiedendole tra l’altro se la clausola 5) dell’accordo quadro di cui alla direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, letta in combinazione coi considerando 6) e 7) e con la clausola 4) di tale Accordo, nonché alla luce dei principi di equivalenza, d’effettività e dell’effetto utile del diritto dell’Unione, osti a una normativa nazionale - nella specie l’art. 24, comma 3, lett. a) e l’art. 22, comma 9, l. n. 240 del 2010 - che consente alle Università l’utilizzo, senza limiti quantitativi, di contratti da ricercatore a tempo determinato con durata triennale e prorogabili per due anni, senza subordinarne la stipulazione e la proroga ad alcuna ragione oggettiva connessa ad esigenze temporanee o eccezionali dell’Ateneo che li dispone e che prevede, quale unico limite al ricorso di molteplici rapporti a tempo determinato con la stessa persona, solo la durata non superiore a dodici anni, anche non continuativi.